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Import Alimentare: Cosa insegna l’allerta sanitaria in Grecia (Marzo 2026)

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Il 17 e il 19 marzo 2026, il governo britannico ha pubblicato aggiornamenti critici (Note OVS 2026/17 e 2026/18) in risposta a un focolaio di Afta Epizootica (FMD) rilevato in Grecia. Per chi importa cibo dall’Italia, questa non è solo una notizia “estera”, ma un segnale di come sia cambiato il controllo delle frontiere in UK.

Ecco i punti chiave per la tua attività di import.

1. Le restrizioni immediate e i prodotti coinvolti
L’emergenza greca ha portato alla sospensione immediata delle importazioni di animali vivi e prodotti non trattati termicamente. Per il tuo business, il focus è sui latticini e carni:

  • Derivati del latte (Feta, yogurt, formaggi freschi). Possono entrare solo se hanno subito trattamenti termici specifici (come la sterilizzazione Fo3 o il trattamento UHT a 135°C).
  • Carni fresche e refrigerate. Blocco totale se provenienti dalle zone colpite.
  • Il riflesso sull’Italia. Anche se la tua merce è italiana al 100%, in periodi di allerta sanitaria il sistema doganale aumenta i controlli a campione su tutti i carichi UE della stessa categoria per prevenire triangolazioni illecite.

2. La “Tolleranza Zero” sui Certificati Sanitari (EHC)
L’aggiornamento GOV.UK sottolinea che la conformità documentale è ora l’unico lasciapassare.

  • Il rischio: Se un veterinario di frontiera a Dover nota un’incongruenza tra il certificato EHC cartaceo e la pre-notifica IPAFFS, non ci sono più margini di flessibilità. Con un’allerta sanitaria attiva in Europa, il carico viene fermato o respinto per precauzione biosecuritaria.
  • Cosa fare: Prima che il camion lasci l’Italia, è vitale una doppia verifica tra il fornitore (che prepara l’EHC) e chi gestisce la pratica doganale in UK.

3. Logistica di emergenza: cosa deve garantirti il tuo partner
In uno scenario di crisi come quello attuale, la scelta del partner logistico deve basarsi su capacità operative, non sul prezzo. Un partner affidabile deve oggi offrirti:

  • Monitoraggio normativo: deve avvisarti delle note OVS (come questa sulla Grecia) prima che tu effettui l’ordine al fornitore.
  • Infrastruttura di sosta: se i tempi di ispezione a Dover si allungano a causa dei maggiori controlli sanitari, il trasportatore deve avere magazzini refrigerati vicini al porto (nel Kent) per scaricare la merce ed evitare che la catena del freddo si interrompa sul camion fermo in coda.
  • Presenza binazionale: la gestione più fluida avviene quando lo stesso gruppo ha uffici sia in Italia che in UK. Questo elimina i ritardi di comunicazione tra chi carica la merce e chi deve sdoganarla di fronte alle autorità britanniche.

Conclusione
L’allerta in Grecia conferma che l’import alimentare post-Brexit è un processo “vivo” e instabile. Il tuo successo dipende dalla capacità del tuo partner logistico di trasformare queste complicazioni burocratiche in procedure invisibili, proteggendo la qualità dei tuoi prodotti italiani fino alla consegna.

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